Comunicazione efficace

Tutto è comunicazione, ed è per questo che una fondamentale competenza che ti presento è il saper comunicare in modo efficace.

Sei un essere umano e in quanto tale un essere sociale, e qualsiasi cosa tu voglia far succedere nella tua vita personale e professionale, ti troverai ad interagire con te stesso e gli altri.

Che tu sia un imprenditore, un manager, un professionista, un artista, un insegnante, o qualsiasi altro ruolo tu possa rivestire, la comunicazione efficace fa la differenza tra esserlo di successo oppure no.

La comunicazione rappresenta tutte le abilità relazionali che partono dall’ascolto e arrivano fino alla leadership, passando per l’intelligenza emotiva, la persuasione e la negoziazione.

Partendo dal significato etimologico del verbo comunicare, che significa “mettere in comune”, la comunicazione può essere vista come un servizio che si fa ad altri. In pratica, da qualsiasi lato tu la voglia guardare, la presenza dell’altro è fondamentale. Ovviamente, prima di comunicare con gli altri, è sempre prima con te stesso che comunichi.

E, come si suol dire nell’ambito della comunicazione: “Come dentro così fuori”. Cioè, qualsiasi tipo di comunicazione all’esterno è il risultato di come comunichi con te stesso.

Ti è mai capitato di avere la sensazione che una persona stesse parlando più a se stessa invece di comunicare con te?

Ti è mai capitato di voler comunicare la tua idea e avere la sensazione di essere stato completamente frainteso?

Sicuramente hai vissuto situazioni di questo tipo e questo mi permette di fornirti una prima indicazione estremamente importante: gli altri non sono noi e, come vedremo, possono avere una visione, un bisogno e uno stile comunicativo diverso.

Avere questa consapevolezza è già un passo importante per essere un comunicatore efficace e, quindi, avere successo.

Sono un trainer di Programmazione Neuro-Linguistica e, quando tengo i corsi di comunicazione in aula e nelle aziende, citiamo due presupposti fondamentali della PNL.

Il primo è: “La mappa non è il territorio”.

Questo significa che esiste una realtà oggettiva, il territorio, e poi la relativa interpretazione personale che ciascuno di noi crea, la mappa. Ogni persona si costruisce la propria mappa della realtà in relazione alle proprie esperienze personali, al sistema di convinzioni – mindset – e al canale preferito per entrare in contatto con la realtà.

Quindi, riconoscere che la propria mappa può essere diversa da quella dell’interlocutore ti porta a fare una delle cose più importanti della comunicazione, cioè l’ascolto attivo.

“La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione.” Carl Rogers

Questo ti permette di capire meglio la mappa altrui e adattare, di conseguenza, la tua comunicazione.

Ad esempio, sono sicuro che hai comunicato in modo diverso a due persone che hanno conoscenze diverse di uno specifico argomento: con l’esperto hai dato per scontato alcune cose e magari hai utilizzato un linguaggio più tecnico, con il neofita hai invece utilizzato un linguaggio più chiaro, semplificando il più possibile i concetti ed il significato di alcune cose.

Mi preme sin d’ora passarti questo concetto fondamentale: è veramente importante evitare di trasformare la tua mappa, soggettiva, nell’unico territorio possibile.

Il secondo presupposto è: “Non si può non comunicare”.

Questo è il primo assioma della comunicazione elaborato da Paul Watzlawick, secondo il quale la comunicazione non si identifica solo con l’atto del parlare, ma è più in generale, comportamento.

Tutto di te comunica: le parole, gli sguardi, i silenzi, la tua postura, i gesti che compi e perfino l’abbigliamento. Ecco perché non si può non comunicare, neppure quando decidi di non farlo. Anche un silenzio comunica e, a volte, anche di più!

Infatti, la comunicazione avviene su due livelli, quello conscio delle parole e quello inconscio che si basa sul para-verbale, le caratteristiche della voce, e sul non verbale, il linguaggio del corpo.

Come dico sempre in aula, anche se non hai studiato ancora il linguaggio del corpo, ti sarà capitato di avere la sensazione che una persona ti stesse mentendo o che magari non fosse così convinta di ciò che ti stava dicendo. E non ti sei fidato delle parole di quella persona perché hai dato ascolto al tuo istinto.

Questo accade perché la comunicazione non verbale può enfatizzare in modo positivo le parole, ma può anche smentirle. Il linguaggio del corpo può essere utilizzato in modo volontario, ma possiede anche una componente che sfugge al nostro controllo. Le parole sono ciò che puoi controllare meglio, al punto di dire anche cose che non vorresti ma che le circostanze ti richiedono.

“QUANDO GLI OCCHI DICONO UNA COSA E LA BOCCA UN’ALTRA, L’UOMO AVVEDUTO SI FIDA DEL LINGUAGGIO DEI PRIMI.” – RALPH WALDO EMERSON

Ad esempio, nel tuo contesto lavorativo non puoi dire tutto ciò che pensi, bensì parole che salvano le circostanze. Ma spesso il corpo ti tradisce e fa passare all’interlocutore un messaggio diverso dalle tue parole.

Quindi, è importante che tu non solo sia consapevole del tuo linguaggio del corpo, ma anche di quello altrui. E, per farlo, devi sviluppare la tua acutezza sensoriale partendo dall’osservazione.